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Dettaglio documentoDettaglio documento: 'Gli occhi della Lega su Confagri'
Tipo documentoNews
ArgomentoRassegna stampa
TitoloGli occhi della Lega su Confagri
SottotitoloContatti Lorenzi-Fozzato: «Vogliamo un sindacato vicino al Carroccio»
TestoVENERDÌ, 05 MARZO 2010 - La Gazzetta di Mantova
 
Pagina 11 - Economia
 
Gli occhi della Lega su Confagri
 
Contatti Lorenzi-Fozzato: «Vogliamo un sindacato vicino al Carroccio»
 
Molti gli iscritti di area lumbàrd Ma su quote latte e ogm posizioni molto distanti E c’è il rischio di perdere autonomia
 
GABRIELE DE STEFANI
 Proprio mentre i legami tra le organizzazioni sindacali e la politica si attenuano, con iscrizioni via via slegate da ragioni ideologiche, la Lega cerca il contropiede. E lo fa con l’aperto sostegno di uno dei candidati alla presidenza di Confagricoltura: «Stiamo trattando per formare una lista vicina al Carroccio» dice Massimo Lorenzi. Conferma il sindaco leghista di Ceresara, l’iscritto a Confagri Enzo Fozzato: «Sì, vogliamo che questo sindacato sposi la linea della Lega. Ho l’ok del partito per lavorarci». La Gazzetta lo aveva anticipato sei mesi fa, il 25 agosto.
 Già allora il Carroccio aveva iniziato a tastare il terreno tra gli agricoltori scontenti dei rispettivi sindacati. I sondaggi dunque non erano stati solo tra i soci Confagri, ma anche nelle aree di Coldiretti e Cia. Insomma il sogno era la nascita di una quarta sigla. Autonoma, agricola e lumbàrd. Ma ora, con l’appuntamento elettorale alle porte, il mirino è puntato su via Fancelli. Cioè verso un’organizzazione storicamente vicina al centrodestra, i cui iscritti sono prevalentemente simpatizzanti pidiellini e leghisti. Ecco perché il progetto può avere buone chance di successo. L’attuale presidente Sergio Cattelan ha sempre dichiarato la sua equidistanza dai partiti: «Dobbiamo fare sindacato, cioè gli interessi degli agricoltori. Non ci schieriamo con nessun politico ma con i nostri iscritti» è il motto ripetuto più volte. Anche quando gli insoddisfatti lamentavano un rapporto troppo stretto con il Partito Democratico. Un tema su cui ora torna Lorenzi: «Negli ultimi anni il presidente ci ha avvicinati troppo alla sinistra (ma Cattelan ha un passato in Forza Italia, ndr) - dice lo sfidante - Le scelte da fare sono ben altre. Chi fa politica in modo credibile? La Lega. E allora è alla Lega che dobbiamo legarci».
 Le ipotesi sul tavolo sono due. La prima, ad oggi più probabile, è che tra Lorenzi e Fozzato si arrivi all’intesa. In questo caso l’area leghista (il sindaco di Ceresara raccoglie simpatizzanti soprattutto nell’Alto Mantovano) confluirebbe nello schieramento che sostiene la corsa dell’ex presidente. L’alternativa è che alle elezioni del 22 si presentino tre candidati: Cattelan, Lorenzi e Fozzato. Per decidere resta poco tempo, perché le liste vanno depositate negli uffici di via Fancelli entro venerdì della prossima settimana, all’indomani dell’assemblea convocata per giovedì all’auditorium Mps di via Luzio.
 Fozzato e Lorenzi si vedranno tra oggi e domani per prendere una decisione definitiva. Va da sé che, a seconda che si chiuda o meno l’accordo, si aprirebbero scenari molto diversi. In caso di fumata nera, i circa quattromila soci troverebbero sulla scheda ben tre candidati (nel 2007 c’era il solo Cattelan): un’ipotesi che fa sorridere il presidente uscente, perché sancirebbe la spaccatura del fronte avversario.
 Più difficile prevedere le conseguenze di un’intesa Lorenzi-Fozzato. Di certo sarebbe un’alleanza capace di attirare le simpatie di molti iscritti, perché andrebbero a braccetto un politico di un partito amato e un ex dirigente dell’organizzazione. Dall’altra però l’identificazione con la Lega rischia di trasformarsi in un’arma a doppio taglio: l’autonomia del sindacato sarebbe inevitabilmente ridotta.
 E poi quale potrebbe essere la risposta dei vertici regionali e nazionali dell’organizzazione? Confagricoltura, benché vicina al Pdl, si dichiara apartitica. E con la Lega c’è più di una differenza di vedute. Basti prendere la battaglia sulle quote latte (il Carroccio è da sempre vicino agli splafonatori) e quella sugli ogm (il ministro leghista Zaia ha posto il veto, Confagri spinge per la liberalizzazione).
Data05/03/2010
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